
Un mal di gola che persiste, una stanchezza persistente, una pressione arteriosa troppo alta durante un controllo di routine. Queste situazioni riguardano milioni di persone ogni anno. Dietro a questi sintomi banali si nascondono a volte le malattie più comuni, siano esse infettive o croniche. Comprendere i loro meccanismi e i loro segnali di allerta permette di agire in anticipo, prima che la situazione si complichi.
Malattie croniche e malattie infettive: una distinzione che cambia la prevenzione
Hai mai notato che la parola “malattia” copre realtà molto diverse? Un’influenza dura alcuni giorni. Un diabete accompagna una persona per decenni. Raggruppare queste due situazioni in un unico elenco crea un problema di leggibilità.
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Le malattie trasmissibili sono provocate da un agente esterno: virus, batteri, parassiti. L’influenza, la gastroenterite, la polmonite rientrano in questa categoria. La loro prevenzione si basa su igiene, vaccinazione e limitazione dei contatti in periodo epidemico.
Le malattie non trasmissibili (o croniche) si instaurano progressivamente. Le malattie cardiache, il diabete di tipo 2, i tumori, le malattie respiratorie croniche come l’asma o la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) ne fanno parte. La loro prevenzione passa attraverso lo stile di vita: alimentazione, attività fisica, cessazione del fumo.
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Secondo l’OMS, le dieci principali cause di mortalità nel mondo hanno provocato 39 milioni di decessi nel 2021, ovvero più della metà di tutti i decessi registrati. Sette di queste dieci cause erano malattie non trasmissibili. Questo rapporto di forza dimostra che le malattie croniche pesano di più delle infezioni nella mortalità globale, anche se le infezioni rimangono molto comuni nella vita quotidiana.
Per saperne di più su Santé Info, la distinzione tra queste due categorie costituisce un primo riflesso utile per orientare la propria prevenzione.

Malattie cardiovascolari: sintomi silenziosi e fattori di rischio da monitorare
Le cardiopatie ischemiche e gli ictus (AVC) sono tra le principali cause di morte nel mondo. Queste patologie condividono un punto in comune: si sviluppano spesso senza sintomi apparenti per anni.
L’ipertensione, ad esempio, di solito non provoca dolore. È un controllo medico a rivelarla. Il colesterolo alto funziona allo stesso modo. Inoltre, la dislipidemia (eccesso di lipidi nel sangue) non è una malattia in senso stretto, ma un fattore di rischio cardiovascolare. Questa distinzione è importante: trattare un fattore di rischio significa prevenire l’insorgenza di una malattia.
I segnali di allerta da conoscere:
- Un affanno insolito durante lo sforzo, anche moderato, che si instaura progressivamente nel corso di diverse settimane
- Dolori al petto, anche brevi, irradianti verso il braccio sinistro, la mandibola o la schiena
- Vertigini ripetute o una stanchezza cronica senza causa identificata
- Un intorpidimento improvviso di un lato del viso o del corpo, possibile segno di un ictus
La prevenzione si basa su gesti concreti: controllare regolarmente la propria pressione e il proprio profilo lipidico, limitare il sale e i grassi saturi, mantenere un’attività fisica regolare. Queste misure riducono significativamente il rischio, anche quando ci sono precedenti familiari.
Infezioni respiratorie e virus comuni: influenza, Covid-19 e polmonite
Le infezioni delle vie respiratorie basse rimangono tra le cause di morte più frequenti a livello globale. L’influenza stagionale, il Covid-19 e le polmoniti batteriche o virali colpiscono ogni anno milioni di persone.
Influenza e Covid-19: virus che mutano
L’influenza cambia ceppo ogni anno, il che spiega la necessità di una vaccinazione annuale. Il Covid-19 ha ricordato quanto un virus respiratorio possa disturbare i sistemi sanitari. Queste due infezioni condividono sintomi simili: febbre, tosse, stanchezza, dolori muscolari.
La differenza si gioca spesso sulla durata e sull’intensità. Una febbre che persiste oltre tre giorni giustifica una consultazione, soprattutto nelle persone anziane, nei bambini piccoli o in coloro che soffrono di malattie croniche.
Polmonite: una complicazione da non trascurare
La polmonite può insorgere come complicazione di un’influenza o di un’infezione virale. Si manifesta con una tosse grassa, febbre alta, affanno marcato e a volte dolori al petto. Nei bambini e negli anziani, richiede un intervento rapido.
La prevenzione delle infezioni respiratorie si basa su gesti semplici ma efficaci:
- Il lavaggio regolare delle mani, in particolare prima dei pasti e dopo i trasporti pubblici
- La vaccinazione contro l’influenza per le popolazioni a rischio (anziani, malati cronici, donne incinte)
- La ventilazione quotidiana degli ambienti, soprattutto in periodo invernale
- Indossare una mascherina in caso di sintomi respiratori per limitare la trasmissione

Cancro e diabete: due malattie croniche con profili molto diversi
Il cancro e il diabete figurano entrambi tra le principali cause di mortalità. La loro prevenzione e la loro diagnosi non hanno però nulla in comune.
Il cancro raggruppa in realtà decine di patologie distinte. Un cancro ai polmoni e un cancro al seno non condividono né le stesse cause, né i sintomi, né i trattamenti. Il fumo rimane il principale fattore di rischio evitabile per molti tumori. Lo screening organizzato (seno, colon, collo dell’utero) permette di rilevare lesioni prima che diventino pericolose.
Il diabete di tipo 2, invece, si instaura lentamente. Sete eccessiva, voglia frequente di urinare, perdita di peso inspiegabile, stanchezza: questi sintomi compaiono spesso quando la malattia è già presente. Il sovrappeso, la sedentarietà e un’alimentazione ricca di zuccheri rapidi aumentano il rischio. Un controllo regolare della glicemia a digiuno consente una diagnosi precoce.
Ciò che distingue queste due malattie è anche il ruolo del paziente nella gestione quotidiana. Il diabete richiede un monitoraggio attivo: misurazione della glicemia, adattamento dell’alimentazione, attività fisica regolare. Una diagnosi precoce cambia radicalmente la prognosi in entrambi i casi.
Le malattie più comuni non sono necessariamente le più spettacolari. Spesso sono quelle che progrediscono silenziosamente, per mesi o anni. Un controllo della salute regolare, adattato alla propria età e ai propri precedenti, rimane la migliore strategia per individuarle precocemente. Ogni profilo (bambino, adulto, anziano) ha le proprie priorità di screening, e questa segmentazione fa tutta la differenza.